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Natura giuridica dei sovracanoni e giurisdizione del Giudice delle acque

Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, 31 maggio 2017, n. 115/17

La sentenza si connota per aver affermato la natura tributaria e non corrispettiva dei sovracanoni, in relazione ai quali vige tuttavia la giurisdizione del Giudice delle acque anziché di quello tributario, stante la disciplina speciale di cui all’art. 140, lett. c) del r.d. 1775/33.

La sentenza ha poi dichiarato la manifesta infondatezza della questione di legittimità sollevata con riferimento all’art. 1, comma 137 della legge n. 228/2012, in quanto fondata sull’erroneo proposto interpretativo per cui il sovracanone sarebbe un corrispettivo finalizzato a sostenere i territori montani. Al contrario, la disposizione censurata “non fa altro che ulteriormente razionalizzare tale disciplina (art. 1 della legge n. 959 del 1953, ndr), estendendo espressamente la debenza del sovracanone con riferimento a tutti gli impianti di produzione superiori a una determinata potenza nominale media, le cui opere di presa ricadono in tutto i in parte nei territori di comuni compresi in un bacino imbrifero montano già delimitato, indipendentemente dalla quota altimetrica”. In altre parole, si tratta di una norma che “elimina una potenziale irragionevolezza insita nella pregressa legislazione, la quale consentiva la disparità di trattamento fra le diverse opere di presa che si trovano nei comuni il cui territorio è incluso nel bacino imbrifero montano, ma sono dislocate a diverse altitudini nel territorio”.

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